LA FUGA / THE FUGUE


LA FUGA

A Leon Rot

Copertina_Definitiva.indd   …Il tasso di disoccupazione ha toccato un nuovo massimo. Al momento un cittadino su due é disoccupato. Dalle alte sfere giungono parole di conforto che invitano la popolazione a portare pazienza perchè presto arriveranno tempi migliori…

   Erano tre mesi che non guardava il telegiornale. Si sentiva bene: le grandi borse scure sotto gli occhi si erano un po’ attenuate, il viso era rilassato e disteso, il sangue gli aveva ravvivato le guance facendole arrossire timidamente. Aveva smesso di mangiarsi le pellicine, le pause fra una sigaretta e l’altra, che prima si notavano a malapena, si erano prolungate a ore di silenziosa inalazione d’aria fresca.

   …É il terzo aumento in un mese dei beni di prima necessità. Chi sta al potere lo attribuisce ai cambiamenti climatici, alla siccità, alle inondazioni e al lontano El Niño i cui effetti si sono fatti sentire sulle scorte tampone…

   Ascoltava musica, spesso e a volontà. A volte Korsakov, altre volte le fughe di Bizet e Šostakovič o Miles Davis o Simon & Garfunkel, ma raramente registrazioni posteriori alla Summer of Love del 1967 (quando la gente cominciò a chiudere a chiave la porta di casa e a diventare sospettosa, una cautela eccessiva perdendosi la bellezza della spontaneità in quel nuovo clima di paranoia). Pensava che dopo l’amore potessero accadere solo cose brutte, scatenate da dolore, invidia, solitudine e rabbia. Giri vorticosi di basso, stridii di cavi rotti, piagnistei di tastiere, grida, gemiti, semiminime impazzite e ottave spezzate, un terrore cacofonico si propagava dall’appartamento di sotto come una malattia e, nel soverchiare le piacevoli melodie che uscivano dal suo grammofono, insinuava la sconfitta dell’amore e la sua battuta in ritirata dietro implacabili ondate di odio e aggressività insopportabili. Allora lui si metteva le cuffie e sprofondava in una marea di autoillusione dove il bello ha la meglio sul brutto e l’amore sconfigge la paura e l’orrore.

   …I neonati non sono più cosi comuni e sono diventati privilegio dei ricchi o meglio, di chi se li può permettere, come le cure mediche o i funerali. Sempre più persone muoiono in casa, nella miseria e dimenticate da tutti, mentre le autorità chiedono: “Chi paghera le spese del funerale?”.

   Dormiva più del necessario. Dieci, a volte anche dodici ore. Sognava poco, quasi mai. E anche quando sognava, sembravano più che altro episodi di vite altrui, avventure fittizie degli eroi dei romanzi letti, con la risata dei bei tempi andati che riecheggiava in qualche altra latitudine.

In mattine come quella, si alzava particolarmente rinfrancato, con l’animo sollevato dalla consapevolezza che dove c’è speranza, c’è miglioramento. Poi, con una dose di gradevole amarezza mattutina che risveglia e scatena i sensi, continuava a costruire mentalmente quelle realtà parallele, reinventandosi la vita e rivivendola sulle pagine decenti di qualche anonimo sobborgo. A volte faceva uno sforzo in più e riusciva persino a ricordarsi i momenti veri, rari ma felici, e i volti che si erano persi nel vortice della gravosità che stanca, soff oca e aliena.

   …Il tasso di suicidi è salito. Le mense dei poveri sono sempre più affollate. La delinquenza giovanile, la prostituzione e il tasso di criminalita sono aumentati. Da quando l’immigrazione è diventata quasi impossibile, molti si buttano nel gioco d’azzardo e nelle scommesse sportive come unica via d’uscita…

   Non guarda il telegiornale da tre mesi. Pur sentendosi meglio, non riusciva a scrostarsi di dosso tutta la sporcizia e l’amarezza della vita quotidiana che lo pervadeva da ogni parte. Quando aveva voglia di godersi il silenzio, sentiva la vicina della porta accanto gridare aiuto, mentre alcuni uomini in grembiule nero le tagliavano l’elettricità. E quando aveva voglia di un po’ di aria fresca, si affacciava alla finestra per vedere soltanto dei poveri disgraziati che scavavano nei bidoni dell’immondizia e rubavano le croste di pane ai piccioni ancora più emaciati. Nel parcheggio vedeva una famiglia di tre persone che viveva in auto e non smetteva di guardare la vecchia casa pignorata dalla banca. A un angolo di strada, vedeva grassi poliziotti che fermavano gli automobilisti, annusandoli come cani, in cerca di un pretesto per derubarli.

   Eppure la fuga è impossibile, pensò.

   Si infilò le scarpe e uscì in strada. Pochi minuti dopo, si accasciò vicino a un’edicola, mentre sfogliava i giornali. Il cuore umano, per quanto strano e forte sia, non è in grado di sopportare una tale mole di cattive notizie.

   …Dopo un recente caso di morte improvvisa per strada, le autorità locali sono di nuovo in difficoltà e giustamente si chiedono: “Chi pagherà le spese del funerale?”.

Trad. it. di Francesca Novajra

THE FUGUE

To Leon Rot

   …Unemployment rate has reached its new maximum. At this moment, every second citizen is unemployed. The words of comfort are coming from the top with an appeal to citizens to be just a little more patient because better days are coming soon…

   He hasn’t watched the news for three months now. He felt good; big dark circles under his eyes have melted a bit, his face unfrowned and lifted, blood rushed to his cheeks flushing them timidly. He stopped biting his cuticles, and pauses between cigarettes, hardly notable some time ago, have been prolonged now to hours of silent inhalation of fresh air.

   …Basic provisions – the term that defined the same things in medieval times – have risen in price for the third time this month. Those in power blame the climate changes, draughts, floods and distant El Nino, whose effects reflected on local buffer stock…

   He listened to the music, often and a lot. Sometimes Korsakov, sometimes fugues by Bizet and Shostakovich and sometimes Miles Davis or Simon & Garfunkel, but rarely anything recorded after the Summer of Love 1967 (when people started to lock the front door and became suspicious, too cautious and devoid of beauty of spontaneity in the new atmosphere of paranoia). He thought that only bad things happen after love, caused by grief, envy, loneliness and anger. Stampede bass thrumming, broken wires squeaking, whimper of keyboards, screaming, groaning, beaten endings of crotchets and cracked heads of quavers – cacophonic terror was spreading from the apartment below like a disease and, by overriding pleasant tunes from his gramophone, insinuated the defeat of love and its withdrawal under unstoppable waves of intolerable hatred and aggression. Then, he’d put his headphones on, sinking into a tide of self-deception where beautiful beats ugly and love defeats fear and horror.

   …Newborns are not so common now and, like medical treatment or burial, they’ve become the privilege of the rich, or rather, those who can afford them. More people are dying in their homes, in poverty and forgotten by all, while the authorities ask: ‘Who’s going to pay for the funeral costs?’

   He slept more than enough. Ten, sometimes even twelve hours. He rarely dreamt, almost never. And even when he did dream, it was more like episodes of other people’s lives, some unlived adventures of the heroes from the novels he read, the laughter of better times echoing in some other latitudes. On such mornings, he would wake up peculiarly refreshed, his soul healed with cognition that there is hope, there is better. Then, with a dose of pleasant morning bitterness which relishes and wakes the senses, he’d continue building those parallel realities in his mind, reinventing his life and reliving it on decent pages of some nameless suburb. Sometimes, he would, investing an extra effort, even succeed in remembering the real, rare but happy moments and faces that got lost in the whirl of seriousness that tires, smothers and alienates.

   …The suicide rate has gone up. There are more and more users of soup kitchens. Juvenile delinquency, prostitution and crime rate have increased. After immigration became almost impossible, many people see the only way out in gambling and sports betting…

   He hasn’t watched the news for three months now. Even though he felt better, he couldn’t completely wash away the dirt and bitterness of everyday life invading from all sides. When he wanted to enjoy the silence, he would hear next door neighbor crying for help, while men in dark smocks cut her power off. And when he wished for some fresh air, he would peep from the window, seeing only wretched strangers digging through waste containers, stealing crusts of bread from even more emaciated pigeons. He would see three-member family living in a car, down there on a parking lot, constantly sending desperate longing glances to their former apartment foreclosed by the bank. At a street corner, he would see fat cops stopping drivers, sniffing around like dogs, searching for a reason to rob them.

   However, escape is impossible, he thought.

   He put his shoes on and went out in the street. A few minutes later, he crashed next to a newsstand while leafing through newspapers. Human heart, however strange and strong it is, cannot withstand that amount of bad news.

   …After a recent case of sudden death in the street, local authorities are again in trouble, rightfully asking: ’Who’s going to pay for the funeral costs?’

Translated by Branka Tubić

* Printed in „Artisti dal Mediterraneo – the sea is my land„, Giangiacomo Feltrinelli Editore (pages 178-180).

** Special thanks for Mladen Miljanović and Lucia Impelluso!

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