PIÙ SILENZIOSO DELL’ACQUA – PRIKAZ

Bosnia ed Erzegovina: la guerra nei Balcani si è appena conclusa e la gente raccoglie i cocci di quel che è rimasto delle loro vite. Ma, per molti, ciò che rimane sono solo fantasmi e incubi che non se ne vanno nemmeno con la luce del giorno. Danilo Mišić guarda nel vuoto dalla finestra di una clinica psichiatrica. Non parla, si lascia lentamente andare e tutto quel che fa è scrivere in un quaderno dei dialoghi immaginari tra lui e Daniil Ivanovič Charms, poeta russo scomparso nel 1942. Sono conversazioni criptiche e inutili per una commissione che giudica il paziente solo come un numero (lui è il 36918). Ma dentro quelle frasi, dentro la corazza che Danilo si è costruito, c’è ancora l’uomo che è stato costretto a partire per la guerra. Era uno storico, un geografo? Cosa è stato e cos’è ora? Nemmeno lui lo ricorda, annientato dal senso di colpa per aver procurato la morte di centinaia di innocenti. Oltre la barricata della sua testa, ci sono la moglie Radmila, l’amico Alen e il dottor Borković che cercano di riportare Danilo alla vita. La sola speranza è un viaggio clandestino attraverso la Serbia e i confini rumeno e bulgaro, fino alle sponde del Mar Nero. Tre giorni di navigazione per arrivare a Batumi, in Georgia, dove una equipe di medici ha accettato di accogliere Danilo. Sullo sfondo, la musica grunge, amata da Danilo e Radmila, che negli anni Novanta rappresenta la ribellione e la scintilla di una speranza che resiste tra le macerie. La voce di Eddie Vedder che intona Present Tense risuona ancora nei ricordi di Radmila, che non vuole arrendersi e lasciar andare così il suo uomo dallo sguardo spento…

Grunge e Pearl Jam, ma non solo. Tutto il bellissimo romanzo di Berislav Blagojević è permeato dalla musica e dalle parole dei Pink Floyd, Led Zeppelin, Leonard Cohen e molti altri, come a voler dimostrare che l’arte è l’unica speranza e la sola arma di difesa contro chi vuole la guerra a tutti i costi in un territorio, quello jugoslavo, “nel quale lo spazio è predestinato geograficamente, in termini di civilizzazione, sia ai corsi di integrazione che a quelli di disintegrazione. È questa la sua realtà geografica e storica, la sua caratteristica latente, il dato di fatto del passato e del presente”. Dunque, il futuro dei Balcani dipende da una scelta: scegliere l’integrazione o la disintegrazione? Quale sia stata la risposta lo sappiamo tutti. Tra le pieghe della storia personale, la lotta di Radmila per portare suo marito in un luogo dove lo si voglia curare, o la scelta del dottor Borković di non essere come gli altri medici della commissione, che hanno dimenticato il senso del loro lavoro per i pazienti, c’è molto di più. Troviamo la descrizione di un paese devastato da una guerra che non ha decretato alcun vincitore, ma che ha solo stilato un lungo elenco di vittime. Di certo, sotto le macerie di un paese e di un popolo, c’è ancora la speranza che risiede nella musica, nella poesia e nella natura stessa. “Le medicine non sono necessarie. (..) Guardi! Si volga indietro e si guardi bene intorno. Vede il mare potente e misterioso e questa collana di perle di montagna biancastre dietro di noi? Vede le nuvole che nella loro irripetibilità e continua effervescenza portano i cambiamenti? Si accorge del silenzio che tutto lenisce e di tutti questi colori che nutrono gli occhi e l’anima?” Avremmo un farmaco potente per guarirci dal nostro odio reciproco, avremmo un’arma che può solo fare del bene e mai ferire, ma non vogliamo medicine e non vogliamo usare armi che non facciano male. Però possiamo leggere libri come questo.

Articolo di Renzo Brollo

MANGIALIBRI 

Advertisements

U BARIJU PROMOVISANO IZDANJE ROMANA „TIŠI OD VODE“ NA ITALIJANSKOM JEZIKU – „PIÙ SILENZIOSO DELL’ACQUA“

Na univerzitetu u Bariju je 12. oktobra predstavljena knjiga Più silenzioso dell’acqua uz prigodan razgovor sa studentima. Prisutni su bili prevodilac Danilo Capasso, profesori  Giuseppe Cascione i Alfredo Ferrara, kao i šef Odsjeka za političke nauke Giuseppe Moro. Moderatorka je bila Chiara Lacirignola iz izdavačke kuće Stilo Editrice.

U Gradskom muzeju (Museo Civico) je 13. oktobra održana još jedna promocija romana Più silenzioso dell’acqua na kojoj su prisustvovali prevodilac Danilo Kapaso, te Paola Romano (Grad Bari). Moderatorka je bila Chiara Lacirignola. Ovom prilikom prikazan je i trejler za roman u produkciji Nemus Inseduamenti Creativi.

 

 

PROMOCIJA ITALIJANSKOG IZDANJA ROMANA „TIŠI OD VODE“

U Bariju (Museo Civico), 13. oktobra sa početkom u 19 časova biće upriličena promocija romana PIÙ SILENZIOSO DELL’ACQUA – italijanskog izdanja romana „Tiši od vode“. Danilo Kapaso, prevodilac romana će takođe učestvovati.

Knjigu je objavila izdavačka kuća Stilo Editrice, a trejler je djelo Nemus Insediamenti Creativi.

locandina EuropaCard FB Europa_ottobreGazzetta_5_10_18Repubblica_5_10_2018

Dan ranije, 12. oktobra, autor će biti gost Univerziteta Aldo Moro (Universita degli studi di Bari Aldo Moro), gdje će razgovarati sa profesorima i studentima.

locandina Università

Image_00001

(Izvor: EuroBlic)

TREJLER ZA „Più silenzioso dell’acqua“ – ITALIJANSKO IZDANJE ROMANA „TIŠI OD VODE“

Trejler za roman „Più silenzioso dell’acqua“ (prevod na italijanski: Danilo Kapaso) u izdanju Izdavačke kuće Stilo Editrice iz Barija djelo je produkcijske kuće Nemus Insediamenti Creativi.

 Trejler možete da pogledate na ovom LINK-u.

„Più silenzioso dell’acqua“ di Berislav Blagojevic (Stilo Editrice 2018)
Titolo originale: Tiši od vode
Traduzione di Danilo Capasso
Regia: Gabriele Rosato
DOP: Marika Ramunno
Interpretazione: Angelo Curci
Segreteria di edizione: Domenica QuarantaAlessandra Grassi
Produzione esecutiva: Nemus Insediamenti Creativi
Fotografije sa snimanja:

„Più silenzioso dell’acqua“ – „Tiši od vode“ objavljen na italijanskom jeziku

Piu silenzioso

Pubblicazione cofinanziata dal programma Europa Creativa dell’Unione europea

OPERA
La guerra semina morte anche tra chi è rimasto in vita, una morte lenta fatta di rimorsi e fantasmi. Reduce dal conflitto fratricida serbo-bosniaco seguito alla disgregazione dell’ex Jugoslavia, Danilo Mišić è consumato dal senso di colpa per un fatale errore commesso sul campo di battaglia e si è chiuso in una prigionia mentale in cui trova spazio solo un dialogo immaginario col poeta russo Daniil Ivanovič Charms. Ruotano attorno a Danilo i cinici medici dell’ospedale psichiatrico, la moglie Radmila, il dottor Borković che lo tiene in cura. Fanno da cornice le contraddizioni del dopoguerra: la corruzione, l’impunità dei carnefici, i traumi personali e collettivi di un conflitto che neppure l’intervento di forze sovranazionali è riuscito a fermare. Più silenzioso dell’acqua è un requiem privo di schermi ideologici su una guerra che non ha visto vincitori ma solo vittime.

Roman „Tiši od vode“ objavljen je u prevodu Danila Kapasa na italijanski jezik u izdavačkoj kuću Stilo Editrice iz Barija. Prevod je realizovan u okviru prevodilačkih projekata Kreativne Evorpe. Roman će biti predstavljen u Torinu, 13. maja u okviru Sajma knjiga (o izdanju će govoriti Danilo Capasso i Olja Arsić Perišić).

EuroBlic 11 maj 2018 str 21

Piu

PIÙ CALMO DELL’ACQUA – INTERVISTA / QUIETER THAN WATER – INTERVIEW

Berislav Blagojević, classe 1979, è una delle voci più brillanti e poliedriche della nuova letteratura bosniaco erzegovese. E’ l’autore di Tiši od vode [Più calmo dell’acqua, 2013], un requiem sulla guerra privo di ogni schermo ideologico sulle perduranti contraddizioni del dopoguerra. Intervista (Giuliano Geri)
Danilo Mišić è un tranquillo geografo che si ritrova improvvisamente gettato nel fango di una guerra fratricida. Durante un’operazione militare commette un banale quanto tragico errore di lettura delle mappe, che dà origine a un sanguinoso fuoco amico e lo segna per sempre. Vittima di un paralizzante disturbo allucinatorio da stress post-traumatico, viene trasferito dai campi di battaglia alla non meno assurda dimensione di un ospedale psichiatrico, prigioniero della propria mente e abbandonato a se stesso da medici negligenti e in certi casi corrotti. Si chiude in una coltre impenetrabile di silenzio e l’unica forma di comunicazione con il resto del mondo è un carteggio immaginario con un suo omonimo compagno di destini, lo scrittore russo Daniil Charms. A lui affida pensieri e meditazioni, in un inarrestabile flusso dialogico dove la realtà quotidiana è intrisa di paradosso, ogni sistema di valori viene sovvertito e l’uomo comune è ridotto a inconsapevole esecutore del male, niente più che muta e indistinta carne da cannone. Un ritratto allo specchio di un lucido e sofferente visionario, scandito dal drumming dei Pearl Jam e accompagnato dalle sinfonie oniriche dei Pink Floyd, cui fanno da contrappunto le ballate di Bob Dylan e Leonard Cohen.
Danilo Mišić è l’antieroe di Tiši od vode [Più calmo dell’acqua, 2013], un romanzo intenso e spiazzante, una rigorosa riflessione sulla fiducia nel prossimo, sulla libertà di scelta, sul degrado morale e su quel persistente disagio collettivo chiamato “transizione”. Un requiem sulla guerra, in cui tutti sono indiscriminatamente vittime, e insieme un affresco amaro, a tratti grottesco e privo di ogni schermo ideologico delle perduranti contraddizioni del dopoguerra. Nastavite sa čitanjem

LA FUGA / THE FUGUE

LA FUGA

A Leon Rot

Copertina_Definitiva.indd   …Il tasso di disoccupazione ha toccato un nuovo massimo. Al momento un cittadino su due é disoccupato. Dalle alte sfere giungono parole di conforto che invitano la popolazione a portare pazienza perchè presto arriveranno tempi migliori…

   Erano tre mesi che non guardava il telegiornale. Si sentiva bene: le grandi borse scure sotto gli occhi si erano un po’ attenuate, il viso era rilassato e disteso, il sangue gli aveva ravvivato le guance facendole arrossire timidamente. Aveva smesso di mangiarsi le pellicine, le pause fra una sigaretta e l’altra, che prima si notavano a malapena, si erano prolungate a ore di silenziosa inalazione d’aria fresca.

   …É il terzo aumento in un mese dei beni di prima necessità. Chi sta al potere lo attribuisce ai cambiamenti climatici, alla siccità, alle inondazioni e al lontano El Niño i cui effetti si sono fatti sentire sulle scorte tampone…

   Ascoltava musica, spesso e a volontà. A volte Korsakov, altre volte le fughe di Bizet e Šostakovič o Miles Davis o Simon & Garfunkel, ma raramente registrazioni posteriori alla Summer of Love del 1967 (quando la gente cominciò a chiudere a chiave la porta di casa e a diventare sospettosa, una cautela eccessiva perdendosi la bellezza della spontaneità in quel nuovo clima di paranoia). Pensava che dopo l’amore potessero accadere solo cose brutte, scatenate da dolore, invidia, solitudine e rabbia. Giri vorticosi di basso, stridii di cavi rotti, piagnistei di tastiere, grida, gemiti, semiminime impazzite e ottave spezzate, un terrore cacofonico si propagava dall’appartamento di sotto come una malattia e, nel soverchiare le piacevoli melodie che uscivano dal suo grammofono, insinuava la sconfitta dell’amore e la sua battuta in ritirata dietro implacabili ondate di odio e aggressività insopportabili. Allora lui si metteva le cuffie e sprofondava in una marea di autoillusione dove il bello ha la meglio sul brutto e l’amore sconfigge la paura e l’orrore.

   …I neonati non sono più cosi comuni e sono diventati privilegio dei ricchi o meglio, di chi se li può permettere, come le cure mediche o i funerali. Sempre più persone muoiono in casa, nella miseria e dimenticate da tutti, mentre le autorità chiedono: “Chi paghera le spese del funerale?”.

   Dormiva più del necessario. Dieci, a volte anche dodici ore. Sognava poco, quasi mai. E anche quando sognava, sembravano più che altro episodi di vite altrui, avventure fittizie degli eroi dei romanzi letti, con la risata dei bei tempi andati che riecheggiava in qualche altra latitudine.

In mattine come quella, si alzava particolarmente rinfrancato, con l’animo sollevato dalla consapevolezza che dove c’è speranza, c’è miglioramento. Poi, con una dose di gradevole amarezza mattutina che risveglia e scatena i sensi, continuava a costruire mentalmente quelle realtà parallele, reinventandosi la vita e rivivendola sulle pagine decenti di qualche anonimo sobborgo. A volte faceva uno sforzo in più e riusciva persino a ricordarsi i momenti veri, rari ma felici, e i volti che si erano persi nel vortice della gravosità che stanca, soff oca e aliena.

   …Il tasso di suicidi è salito. Le mense dei poveri sono sempre più affollate. La delinquenza giovanile, la prostituzione e il tasso di criminalita sono aumentati. Da quando l’immigrazione è diventata quasi impossibile, molti si buttano nel gioco d’azzardo e nelle scommesse sportive come unica via d’uscita…

   Non guarda il telegiornale da tre mesi. Pur sentendosi meglio, non riusciva a scrostarsi di dosso tutta la sporcizia e l’amarezza della vita quotidiana che lo pervadeva da ogni parte. Quando aveva voglia di godersi il silenzio, sentiva la vicina della porta accanto gridare aiuto, mentre alcuni uomini in grembiule nero le tagliavano l’elettricità. E quando aveva voglia di un po’ di aria fresca, si affacciava alla finestra per vedere soltanto dei poveri disgraziati che scavavano nei bidoni dell’immondizia e rubavano le croste di pane ai piccioni ancora più emaciati. Nel parcheggio vedeva una famiglia di tre persone che viveva in auto e non smetteva di guardare la vecchia casa pignorata dalla banca. A un angolo di strada, vedeva grassi poliziotti che fermavano gli automobilisti, annusandoli come cani, in cerca di un pretesto per derubarli.

   Eppure la fuga è impossibile, pensò.

   Si infilò le scarpe e uscì in strada. Pochi minuti dopo, si accasciò vicino a un’edicola, mentre sfogliava i giornali. Il cuore umano, per quanto strano e forte sia, non è in grado di sopportare una tale mole di cattive notizie.

   …Dopo un recente caso di morte improvvisa per strada, le autorità locali sono di nuovo in difficoltà e giustamente si chiedono: “Chi pagherà le spese del funerale?”.

Trad. it. di Francesca Novajra

THE FUGUE

To Leon Rot

   …Unemployment rate has reached its new maximum. At this moment, every second citizen is unemployed. The words of comfort are coming from the top with an appeal to citizens to be just a little more patient because better days are coming soon…

   He hasn’t watched the news for three months now. He felt good; big dark circles under his eyes have melted a bit, his face unfrowned and lifted, blood rushed to his cheeks flushing them timidly. He stopped biting his cuticles, and pauses between cigarettes, hardly notable some time ago, have been prolonged now to hours of silent inhalation of fresh air.

   …Basic provisions – the term that defined the same things in medieval times – have risen in price for the third time this month. Those in power blame the climate changes, draughts, floods and distant El Nino, whose effects reflected on local buffer stock…

   He listened to the music, often and a lot. Sometimes Korsakov, sometimes fugues by Bizet and Shostakovich and sometimes Miles Davis or Simon & Garfunkel, but rarely anything recorded after the Summer of Love 1967 (when people started to lock the front door and became suspicious, too cautious and devoid of beauty of spontaneity in the new atmosphere of paranoia). He thought that only bad things happen after love, caused by grief, envy, loneliness and anger. Stampede bass thrumming, broken wires squeaking, whimper of keyboards, screaming, groaning, beaten endings of crotchets and cracked heads of quavers – cacophonic terror was spreading from the apartment below like a disease and, by overriding pleasant tunes from his gramophone, insinuated the defeat of love and its withdrawal under unstoppable waves of intolerable hatred and aggression. Then, he’d put his headphones on, sinking into a tide of self-deception where beautiful beats ugly and love defeats fear and horror.

   …Newborns are not so common now and, like medical treatment or burial, they’ve become the privilege of the rich, or rather, those who can afford them. More people are dying in their homes, in poverty and forgotten by all, while the authorities ask: ‘Who’s going to pay for the funeral costs?’

   He slept more than enough. Ten, sometimes even twelve hours. He rarely dreamt, almost never. And even when he did dream, it was more like episodes of other people’s lives, some unlived adventures of the heroes from the novels he read, the laughter of better times echoing in some other latitudes. On such mornings, he would wake up peculiarly refreshed, his soul healed with cognition that there is hope, there is better. Then, with a dose of pleasant morning bitterness which relishes and wakes the senses, he’d continue building those parallel realities in his mind, reinventing his life and reliving it on decent pages of some nameless suburb. Sometimes, he would, investing an extra effort, even succeed in remembering the real, rare but happy moments and faces that got lost in the whirl of seriousness that tires, smothers and alienates.

   …The suicide rate has gone up. There are more and more users of soup kitchens. Juvenile delinquency, prostitution and crime rate have increased. After immigration became almost impossible, many people see the only way out in gambling and sports betting…

   He hasn’t watched the news for three months now. Even though he felt better, he couldn’t completely wash away the dirt and bitterness of everyday life invading from all sides. When he wanted to enjoy the silence, he would hear next door neighbor crying for help, while men in dark smocks cut her power off. And when he wished for some fresh air, he would peep from the window, seeing only wretched strangers digging through waste containers, stealing crusts of bread from even more emaciated pigeons. He would see three-member family living in a car, down there on a parking lot, constantly sending desperate longing glances to their former apartment foreclosed by the bank. At a street corner, he would see fat cops stopping drivers, sniffing around like dogs, searching for a reason to rob them.

   However, escape is impossible, he thought.

   He put his shoes on and went out in the street. A few minutes later, he crashed next to a newsstand while leafing through newspapers. Human heart, however strange and strong it is, cannot withstand that amount of bad news.

   …After a recent case of sudden death in the street, local authorities are again in trouble, rightfully asking: ’Who’s going to pay for the funeral costs?’

Translated by Branka Tubić

* Printed in „Artisti dal Mediterraneo – the sea is my land„, Giangiacomo Feltrinelli Editore (pages 178-180).

** Special thanks for Mladen Miljanović and Lucia Impelluso!