INTERVJU U SPECIJALNOM IZDANJU NACIONALNE REVIJE / INTERVIEW FOR SPECIAL ISSUE OF NATIONAL REVIEW

 

Verzija na srpskom jeziku može se pročitati na ovom LINKU (str.52-58)

RAZGOVORI SA KAJOKO JAMASAKI U NAGRAĐENOJ KNJIZI „HLEB I DIVLJE JAGODE“

Knjiga Kajoko Jamasaki „Hleb i divlje jagode“ objavljena je prošle godine u Japanu (Keiso Šobo, Tokio) i bilježi razgovore o hrani sa prijateljima koji su preživjeli rat i izbjeglištvo. Jedan od razgovora Kajoko Jamasaki imala je i sa Berislavom Blagojevićem.

Knjiga je uspješno promovisana i u Srbiji, iako je štampana na japanskom jeziku, a u Japanu je doživjela nekoliko izdanja. Potvrda uspjeha je i ugledna nagrada Murasaki šikibu kojom je za ovo izdanje nagrađena Kajoko Jamasaki. Ona je 29. laureat, a nagrada joj je uručena u Muzeju Genđi monogatari (Kjoto), a tom prilikom Kajoko Jamasaki održala je predavanje „Reči, beskrajno more“.

INTERVJU U NACIONALNOJ REVIJI SRBIJA SPECIJALNO IZDANJE ZA SAJAM KNJIGA U MOSKVI

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Quando la letteratura abbatte confini: “Più silenzioso dell’acqua” – Prikaz italijanskog izdanja romana „Tiši od vode“

Guardammo in silenzio il pavimento fino alla fine della canzone. Quindi mi raccontò che era figlio di un serbo e di una croata, che i genitori avevano divorziato e che si erano battuti con tutte le forze per avere l’affidamento su di lui. Ridendo mi disse che per merito della sentenza del giudice si trovava lì insieme con noi, da questa parte della trincea. Perché se per caso il giudice lo avesse affidato alla madre, probabilmente ora ci staremmo guardando attraverso il mirino del fucile. [p. 70]

acqua stiloStilo editrice è una delle tre case editrici italiane vincitrici del bando di Europa Creativa finanziato dal programma di Traduzioni Letterarie della Comunità Europea con il progetto Voices from European peripheries. Literature, lost and rediscovered identity, che consiste nella traduzione di sei opere narrative di autori residenti in Stati a margine della comunità europea  o con essa confinanti.

I temi fondamentali che legano insieme le opere scelte sono le fratture che caratterizzano l’Occidente, la ricerca di un’identità forte e coesa per l’Europa, i problemi della periferia che tendono a ripercuotersi al centro e ad alimentare nazionalismi e populismi.

In questo contesto si inserisce Più silenzioso dell’acqua, romanzo di Berislav Blagojević tradotto da Danilo Capasso e rappresentativo, nell’ambito del progetto, della letteratura della Bosnia Erzegovina.

Dominante è qui lo spettro del conflitto serbo-bosniaco con le sue ineluttabili conseguenze sulla gente comune. Il protagonista, Danilo Misič, vive dalla fine della guerra in uno stato di totale distacco dalla realtà a causa di un pesante stress post traumatico. Il suo unico canale di comunicazione con il mondo esterno sono dei criptici appunti che scrive nella sua casa di cura e che contengono dei dialoghi tra lui e il poeta russo Daniil Charms, ponte tra la situazione di straniamento che il giovane uomo sperimenta (Charms è morto sotto regime totalitario) e il suo passato ricco di speranza, cultura, musica e letteratura.

Attorno a Danilo orbitano la moglie Radmila, determinata a salvare suo marito dall’indifferenza dei medici che lo considerano un caso perso sulla cui guarigione non è necessario investire energie e risorse, e il dottor Berkovič, il quale attraverso la singolare vicenda del giovane intraprende un percorso di crescita personale che lo porterà a ritrovare la sua umanità in un ambiente che lo spingerebbe invece a trattare gli esseri umani come fossero numeri.

Radmila non ha combattuto la guerra, non ne parla e non può ricordarla, ma ne sconta le conseguenze quando cerca di ottenere le migliori cure possibili per suo marito: il divario sociale tra i ceti più abbienti, che possono permettersi di vivere una vita tutto sommato normale nonostante la devastazione post bellica, e la povera gente comune è evidente soprattutto nel tentativo di espatriare. L’Europa civilizzata non ne può più di profughi traumatizzati da curare, è sorda alle richieste di aiuto della gente comune ed esser nata nei Balcani viene vissuto da lei come un handicap tangibile e irrimediabile.

Le difficoltà di  Radmila nell’ottenere la giusta attenzione per Danilo riflette in realtà, come sottolinea l’autore stesso in un’intervista, una tendenza più generale della società bosniaca post bellica, e cioè la scarsa attenzione nei confronti dello stress post traumatico degli ex soldati, che spesso faticano a farsi ascoltare e convivono con una vergogna silenziosa.

I punti di vista del dottore, di Radmila e di Danilo si alternano in una struttura frammentaria, a volte al punto da essere difficile da seguire, in cui tutti i personaggi risultano accomunati dalla difficoltosa ricerca di una via d’uscita non solo dal dramma del dopoguerra, ma anche dai muri invisibili di una società che è ancora chiusa, muta e sorda alle esigenze della gente comune e trincerata in un sistema corrotto e complesso.

Il romanzo di Blagojević  non si limita quindi a raccontare una storia, ma dà voce ad un’intera comunità, la cui storia tristemente recente è ancora troppo poco raccontata e diffusa, e in questo incarna appieno il progetto promosso da Stilo editrice: raccontare le fratture dell’Europa per costruirle un’identità precisa, accogliente e poliedrica.

Loreta Minutilli

* Tekst dostupan na OVOJ stranici.

“Più silenzioso dell’acqua”: IN AMBASCIATA ITALIANA SARAJEVO RIUNIONE PER VIAGGIO “BOSNIA LETTERARIA”

PIU SAVenerdì 21 giugno, presso l’Ambasciata italiana di Sarajevo si è tenuto un incontro fra i partecipanti italiani del viaggio “Bosnia letteraria”, organizzato dalla casa editrice Stilo, l’ambasciatore italiano di Sarajevo, sua eccellenza Nicola Minasi, e lo scrittore Berislav Blagojević, autore del romanzo “Più silenzioso dell’acqua”, tradotto in italiano da Danilo Capasso e pubblicato dalla Stilo Editrice nel 2018. Il viaggio letterario in Bosnia ed Erzegovina, conclusosi il 23 giugno, è stato organizzato con l’intento di condurre i lettori italiani nei luoghi in cui è ambientata la narrazione del romanzo bosniaco di Blagojević per promuovere la conoscenza della Bosnia ed Erzegovina attraverso lo sguardo ‘letterario’ dei suoi scrittori e poeti ed è una delle iniziative legate al progetto Voices from European peripheries. Literature, lost and rediscovered identity realizzato e promosso dalla Stilo. Il progetto, vincitore del bando per le traduzioni letterarie di Europa creativa, consta della traduzione di sei opere scritte da autori provenienti da Bosnia-Erzegovina, Serbia, Georgia, Cipro, Norvegia e Turchia e si propone, attraverso la loro diffusione, di promuovere in Italia la questione della ricerca di identità, in tutte le sue sfaccettature. Anche se differenti per lingua, contenuto e stile, le opere, che nei rispettivi paesi hanno già ottenuto importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, hanno un filo conduttore comune: sono voci dalle periferie europee, parlano di memoria, di i dentità perdute e ritrovate, di guerra e immigrazione, di passato e futuro. L’incontro tra i partecipanti al viaggio, l’ambasciatore e l’autore ha ruotato attorno all’attuale panorama letterario e culturale della Bosnia ed Erzegovina, agli scrittori bosniaci oggi più conosciuti e tradotti in Italia, alla tradizione di legami culturali e storici tra il nostro Paese e la Bosnia ed Erzegovina, all’attuale impegno dell’ambasciata per promuovere e incentivare gli scambi culturali e la conoscenza tra i due Paesi. L’iniziativa in Bosnia ed Erzegovina intende essere esperienza pilota di un ciclo di viaggi letterari dedicati agli altri paesi del progetto ‘Voices from European peripheries’. Hanno aderito all’iniziativa e stanno partecipando al viaggio Chiara Barbarito, Mara Ferrara, Angela Galluzzi, Giovanna Gioja, Chiara Lacirignola, Vincenzo Legrottaglie, Francesca Vessia, Gabriella Vinella.
Links:
Bosnia-Letteraria---Partecipanti-Sarajevo-Ambasciata-dItalia
U ambasadi Italije, 21. juna organizovano je druženje sa čitaocima iz Italije i tom prilikom predstavljeno je drugo izdanje prevoda romana „Tiši od vode“.